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Pittura, Arte & Dintorni

Ultima modifca: 12/04/2006
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Percorso: Mostre a Tema > Santi e Beati del Piemonte - Il Catalogo (S.d.D Maria Orsola)

PREFAZIONE

Servo di Dio Maria Orsola Bussone (1954-1970)
Maria Orsola Bussone nasce il 2 ottobre 1954 a Vallo Torinese, paese di 750 abitanti, sito ai piedi delle prealpi piemontesi. Il papà Umberto Umberto col fratello Giuseppe, gestiscono un’officina meccanica, a carattere familiare. La mamma Luigina concorre al bilancio domestico col lavoro di sarta. La piccola viene battezzata il 10 ottobre dal parroco don Giuseppe Michelotti. Il nucleo famigliare si allarga il 7 maggio 1957 per la nascita del fratello Giorgio con il quale condividerà un profondo legame d’anima. Il focolare domestico è sorretto da una serena vita cristiana dove, accanto alla pratica religiosa, l’amore, l’onestà, la sincerità e il lavoro caratterizzano il menage famigliare. É questa la prima scuola di vita cristiana per Maria Orsola.. Maria Orsola frequenta l’ultimo anno dell'asilo presso la scuola materna di Monasterolo gestita dalle Suore del Cottolengo, che di lei rilasciano splendide testimonianze. Il primo ottobre 1960 inizia le scuole elementari a Vallo e le termina il 21 giugno 1965. In questo periodo riceve la prima Comunione il 23 aprile 1961 e la Cresima l'11 luglio 1965. Fin da bambina è iscritta all'Azione Cattolica della propria parrocchia, nella sezione "Beniamine" e successivamente nelle "Aspiranti". Di carattere vivace e spontaneo, frequenta volentieri l'oratorio. Gioca con entusiasmo con tutti. Durante il periodo estivo partecipa alla "colonia" (oggi diremmo "campo-scuola") organizzata dalla parrocchia, aiutando i bambini più piccoli di lei; ne danno testimonianza le belle esperienze da lei scritte sui quaderni di gruppo. Durante l'anno con gli altri bambini e ragazzi prepara delle recite: i "teatrini". Vi partecipa con particolare entusiasmo e gioia. Generosa con tutti: vince la sua riservatezza con una spiccata apertura al prossimo. Dall’autunno 1965 all’estate 1968 frequenta le scuole medie presso l'Istituto "Federico Albert" delle suore Albertine di Lanzo Torinese. In questo periodo due momenti particolari caratterizzano il suo cammino spirituale. Il primo è il ritiro di tre giorni, nel 1966, predicato dal suo nuovo parroco don Vincenzo Chiarle presso l'Istituto delle Suore Albertine in Lanzo, sul tema "La gloria di Dio". Maria Orsola è profondamente affascinata da questo messaggio che per lei, pre-adolescente, diventa un bellissimo e costante motivo di vita: “tutto per dare Gloria a Dio”. L’altro momento è la sua partecipazione, con altre 44 persone di Vallo e Varisella, la sua famiglia era al completo, al primo congresso del Movimento Parrocchiale promosso dal Movimento dei Focolari il 2-3-4 giugno 1967 a Rocca di Papa (Roma). L'impatto con la spiritualità dei Focolari, suscita in parrocchia un cammino di rinnovamento personale e comunitario che concorre efficacemente ad attuare le innovazioni del Concilio Vaticano II e gli indirizzi pastorali del Vescovo. La parrocchia si apre ad un più concreto ed intenso impegno di apostolato nei contatti con altre comunità parrocchiali, con gruppi giovanili, attraverso incontri con sacerdoti, seminari, comunità religiose e diocesane. Maria Orsola si impegna in prima persona in ogni tipo di animazione. Con la famiglia fa propria la spiritualità dell'Unità, condividendo il cammino di vita evangelica intrapreso in quegli anni dell'immediato post-Concilio insieme a tutta la comunità parrocchiale: tutta la sua vita di ragazza e di giovane impegnata in parrocchia è permeata dalla grazia di questo Carisma, che ha rivoluzionato totalmente la sua esistenza. Maria Orsola è un tipo dinamico, intraprendente, attivo e per questo, senza seguire corsi particolari, grazie alla sua forza di volontà, impara vari sport. Le piace sciare, nuotare, andare sui pattini a rotelle e in bicicletta, cantare e suonare la chitarra. Per questo nel 1968 inizia a Torino una scuola di chitarra e di canto dal maestro De Grandis. Con gli amici del suo gruppo fa parte di un complesso musicale di giovani della parrocchia, diretto dal viceparroco don Gigi Tarquini, per testimoniare e portare nel mondo giovanile e parrocchiale la gioia di vivere insieme il Vangelo e la bellezza di essere comunità come lo erano state le prime comunità cristiane. Nell’ottobre del 1968 inizia il Liceo Scientifico Statale "Galileo Ferraris" di Ciriè (TO), cittadina che Maria Orsola ogni giorno raggiunge con il pullman degli studenti. In prima superiore attraverso un concorso nazionale sul tema: «La Comunità Europea» vince un viaggio a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo di cui conserviamo alcune foto ed un espressivo diario personale. Nel giugno 1970, termina con buoni risultati, la seconda liceo. Il 3 luglio insieme al fratello Giorgio e ad una quarantina di bambini, ragazzi e giovani delle parrocchie di Vallo e Varisella parte con don Vincenzo per animare il campo-scuola presso la casa di don Marino Gambaletta in Ca' Savio, comune di Venezia. Venerdì sera 10 luglio 70 rientra dalla spiaggia, dove aveva animato con chitarra e canti l'incontro sulla Parola di vita, fatto a conclusione della giornata. Dopo la doccia mentre si asciuga i capelli per prepararsi alla Santa Messa, una scarica elettrica del phon difettoso la fulmina. Sono circa le ore 20. A nulla servono la respirazione artificiale ed il massaggio cardiaco. Maria Orsola, a soli 15 anni e 9 mesi, parte per il cielo. La salma giunge a Vallo nella notte tra il sabato e la domenica. Alle ore 4 del mattino di domenica 12 luglio si celebra la S. Messa in casa. Il Vescovo Ausiliare che verrà a visitare la salma, anche a nome del Card. Pellegrino, dirà: “Ho trovato Vallo come una piccola Lourdes”. Lunedì 13 luglio 1970 oltre 2000 persone, rappresentanti una cinquantina di comunità parrocchiali, sono presenti alla concelebrazione di una trentina di sacerdoti: più che un funerale è una festa! Il paesino di Vallo sembra trasformato in un santuario; tutto è raccolto. Il dolore di tutti è soffuso di tanta pace, di tanta serenità. Molti sentono il richiamo di Dio ad andare all'essenziale nella vita. Alcuni hanno detto: «Si è gustato il Paradiso, abbiamo capito cos'è il Paradiso».
Alcuni suoi pensieri:
In ricerca
"I giovani sono alla continua ricerca di qualcosa che li renda felici, qualcosa che riempia pienamente la vita, che sia amore, qualcosa di infinito, cioè Dio". (tema in classe, 3/12/68)
L'Essenziale
"Dio mi ha fatto capire un'unica cosa, ma molto importante: che solo Lui, Lui solo vale! E' Lui l'unica nostra salvezza, è Lui la Gioia, la Libertà che noi giovani cerchiamo". (lettera a Piero, 18/6/70)
Il Dio vicino
“Dopo aver molto cercato, si capisce, si scopre con molto stupore, ma anche con tanta gioia dove è Dio: non lontano, ma vicinissimo a noi, nel nostro prossimo, in chi ci passa accanto, nell’ammalato, nell’antipatico, infatti Gesù ci ha detto che Lui è presente in tutti (…) Dopo questa meravigliosa scoperta potremmo anche noi dire e cantare: «Anch'io ti cerco e ora so dove, dove Tu sei»”. (tema in classe, 2/10/69)
La gioia vera
“E' proprio vero che si conosce la felicità solo amando Dio. L'ho nuovamente scoperto anch'io in questi giorni, quando mi sono rimessa a fare la scelta di Dio ogni momento, quando ho ricominciato a vedere Gesù in ogni prossimo che mi passava accanto, quando ho tentato di amare le croci, le difficoltà che mi si presentavano e di offrirle per gli altri.” (dalla lettera a Maria, 10/4/69)
Nutrirsi di Lui
“Tu dici che non ti puoi confidare con nessuno, che nessuno ti capisce, ma in fondo chi ti capisce più di Dio? Nessuno. Allora prova (…) ad andare più sovente a riceverLo in modo che ti dia la forza di testimoniarLo agli altri, per superare le difficoltà”. (lettera a Maria, 5/4/70)
Il segreto
“Ho capito che la chiave della gioia è la croce, Gesù Abbandonato (...) Ero riuscita ad amare la croce e (…) sapevo che queste mie sofferenze non erano inutili; infatti le ho offerte per le Gen, per la Chiesa, per te”. (lettera a Chiara Lubich, 3/4/68)
La parrocchia: una famiglia
“A noi giovani la parrocchia serve, e molto, perché sentiamo l'esigenza di avere una famiglia in cui tutti si vogliano bene e capiscano i nostri problemi. Parlo di una famiglia spirituale dove le nostre difficoltà trovino risposta aiutandoci a vivere la Parola di Vita e ad amare Gesù Abbandonato”. (intervista, settembre '67)
Essere Chiesa
“Abbiamo coscienza di essere membra del Corpo Mistico e quindi sentiamo la responsabilità di fare bene tutta la nostra parte per progredire spiritualmente, perché se progrediamo noi si arricchisce la nostra parrocchia, la nostra diocesi e con esse la Chiesa intera”. (lettera a mons. Livio Maritano, vescovo ausiliare di Torino, 13/3/70)
Il volto gioioso della preghiera
”Grazie, grazie Signore, per “quella” vita meravigliosa che mi hai donata, per la gioia, per i dolori, per tutto solo e sempre: grazie! Per tutta l'eternità, con tutta la mia vita, con il mio comportamento vorrò gridarti una sola cosa: grazie! Grazie di tutto, anche della tristezza che a volte mi sfiora: sei Tu che mi vieni a visitare. Dio, ti voglio amare sempre!” (dal diario)
Testimoniare
“Vado pensando che Dio si vuole proprio servire di noi per portare gli altri a Sé. Al Signore ho chiesto che mi metta nel cuore un desiderio immenso di testimoniarlo”. (lettera a don Luigi Baccega 10/2/70)
La preghiera: il respiro dell’anima
“E' da un po’ di tempo che parlo più spesso con Dio, ed è una cosa meravigliosa sfogarti con Lui, perché te lo senti lì vicino, e se tu fai un minimo sforzo, sicuramente dopo, ti dà il centuplo nel semplificarti e nel risolverti le situazioni”. (lettera a Chiara Rossi, estate '68)
Il modello
”Ho trovato una persona come modello: Maria che consumò la sua vita per Dio. Anch'io vorrei come lei essere: paziente, perseverante, povera, distaccata da ogni cosa, anche dalle ricchezze spirituali; silenziosa, pura, mansueta; e soprattutto essere impaziente di testimoniarLo e di portarLo agli altri.” (lettera a don Luigi Baccega, 10/2/70)
Realizzare il progetto
“A Maria ho affidato me, lei, don (Vincenzo), la mia famiglia, tutte noi, la parrocchia, la Chiesa, il mondo intero ed in particolare i giovani del complesso. Per me ho domandato a Maria una cosa: che mi aiutasse a rappresentare (come aveva detto lei) l'innocenza, la purezza, che mi guidasse affinché non rovinassi i piani di Dio su di me e sugli altri”. (lettera a don Luigi Tarquini, 20/6/70)
Dare visibilità al Risorto
“Come sono contenta! Che bella la vita! W la vita!!! Sono appena tornata da don: ho parlato un po’ con lui, ma non di cose straordinarie. Gesù in mezzo è veramente potente, ti aiuta a superare ogni difficoltà e ti dà la gioia, la luce, la pace, la serenità. Vale quindi vivere per Dio. Dai Maria, vai avanti; se arrivano le difficoltà… bene, grazie Gesù, amale e buttati. Sì, Dio è Amore, Dio è tutto quindi forza… Ama sempre, subito, con gioia, per prima! Cercherò di fare apostolato con Maria ed Enrica: devo aiutarle. Poi devo dare Dio agli altri e specialmente ai ragazzi. Cercherò di vestirmi e di essere bella per Dio. Questa sì che è vita! W la vita!” (dal diario, 21/10/68)
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Giovanni Paolo II: fare della propria vita un dono! Giovanni Paolo II, il 3 settembre 1988, è in visita a Torino per il centenario di San Giovanni Bosco. Nel pomeriggio a 60.000 giovani accorsi allo stadio comunale dice: «Voi citate Maria Orsola, una ragazza della zona di Lanzo che confidava al suo parroco: “Sarei disposta a dare la vita perché i giovani capiscano quanto è bello amare Dio!”.E Dio a sedici anni la prese in parola. Ecco, in questa vostra compagna vi è più che una difesa: vi è la scelta di lasciarsi innamorare in termini assoluti facendo riferimento a Dio stesso, accettando di fare della propria vita un dono».
Il cammino della Causa di Beatificazione
Il 26 maggio 1996, il card. Giovanni Saldarini Arcivescovo di Torino, dà inizio nella parrocchia di Vallo all’inchiesta diocesana per il processo di beatificazione; dove si concluderà domenica 17 dicembre 2000 con una celebrazione del suo successore il Card. Severino Poletto. I dossier con le relazioni, le testimonianze e le schede vengono consegnati il 21 dicembre 2000 in Vaticano alla Congregazione delle Cause dei Santi. Dall’inchiesta diocesana la “pratica” è così giunta alla fase romana.
Traslazione
Con decreto vescovile, il 29 giugno 2004, il card. Severino Paletto, concedeva il “nulla osta” per la traslazione privilegiata dei resti mortali della Serva di Dio Maria Orsola Bussone, dal cimitero alla chiesa parrocchiale di Vallo. Così sabato 2 ottobre 2004, nel giorno del cinquantesimo della sua nascita, Maria Orsola viene portata nella chiesa parrocchiale di San Secondo in Vallo. E’ per lei è una sorta di ritorno a casa: nella chiesa - scrive il Card. Poletto – dove Maria Orsola ricevette tutti i sacramenti della iniziazione cristiana.
Per approfondire la conoscenza di Maria Orsola
il libro:
• “Maria Orsola – Evangelizzare con la vita” – Silvano Cola- ed. Città Nuova
pubblicazioni:
• “Maria Orsola - Una sedicenne alla scoperta di Dio-Amore”, Angelo Montonati - ed. Elledici.
• “Giovanni Paolo II - I giovani - Maria Orsola” di Vittorio Perotti.
• “W la vita!” notiziario di testimonianze e scritti sulla Serva di Dio Maria Orsola Bussone.

Per ulteriori informazioni:
Parrocchia San Secondo – Via Card. Pellegrino, 9 – 10070 Vallo Torinese (TO) E-mail:parr.vallo@diocesi.torino.it

 

SOMMARIO OPERE
SAN GUIDO VESCOVO DI ACQUI
SAN GIOVANNI BOSCO
B. SEBASTIANO VALFRE'
S.d.D. GUGLIELMO MASSAIA
V. PAOLO PIO PERAZZO
B. GIUSEPPE ALLAMANO
B.LUIGI ORIONE
B. PIER GIORGIO FRASSATI
S.d.D. CHIARA BADANO
S.d.D. MARGHERITA OCCHIENA
SAN IGNAZIO DI SANTHIA'
S.d.D. ADOLFO BARBERIS
S.d.D MARIA ORSOLA
S.d.D DON ZERBINO
S.d.D DON RUBINO
B.GIACOMO ALBERIONE
B.TIMOTEO GIACCARDO
V. Suor TECLA MERLO
Madre MARIA SCOLASTICA RIVATA
V. Fratel ANDREA BORELLO
V. MAGGIORINO VIGOLUNGO
S.d.D LUIGI ANDREA BORDINO
V. FRANCESCO CHIESA
S.d.D TANCREDI FALLETTI Marchese di BAROLO
V. Pio BRUNO LANTERI
V. FLORA MANFRINATTI
V. TERESA GRILLO
B. MARIA DEGLI ANGELI
S.PIO da PIETRALCINA
(B = BEATO)
(S.d.D. = SERVO DI DIO)
(V = VENERABILE)