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Pittura, Arte & Dintorni

Ultima modifca: 10/04/2005
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Percorso: Mostre a Tema > Santi e Beati del Piemonte - Le Critiche

 

 I Volti dei Santi (di Angelo Mistrangelo)
L'appassionato percorso artistico di Anna Volpe Peretta, si identifica con una ricerca legata alla tradizione figurativa, a un ' esperienza che unisce il senso della composizione, a un colore capace di imprimere alla successione delle immagini un valore narrativo. A venticinque anni dalla prima personale a Claviere, presentata da Ernesto Caballo, dove aveva esposto fiori, ritratti, nudi e paesaggi del luogo, la pittrice torinese propone in questa occasione un piacevole, attento, documento itinerario intorno alle storiche figure di «Santi, Beati e Servi di Dio della Diocesi di Acqui e del Piemonte nel percorso dell'Anno della Santita"». Un percorso che costituisce l'essenza di una ricerca caratterizzata da uno studio approfondito sull'espressione dei volti, gli atteggiamenti, I'intensita' degli sguardi, dei personaggi rievocati attraverso una pittura dalle sottili cadenze spirituali, mentre ogni linea fluisce con incisiva continuita'. E' in tale direzione, il discorso della pittrice Anna Volpe Peretta s'inserisce nel programma promosso dalla diocesi di Acqui per l"'anno della Santita". In particolare - sottolinea Pier Giorgio Micchiardi, Vescovo di Acqui - «si e' pensato di dare risalto alle numerose figure dei santi, beati e avviati agli onori degli altari che sono vissuti nella nostra terra, come esempi di vita cristiana per i fedeli della diocesi ...». Pittura, quindi, che diviene documento e testimonianza di una determinante adesione all' Arte sacra, di una visione che si colloca - scrive Don Giuseppe Tuninetti - «in questa ormai bimillenaria tradizione, offrendoci 61 profili pittorici di altrettante figure della santita' piemontese. ..» . Dopo le iniziali lezioni di disegno, avviate dall ' eta adolescenziale, la Volpe Peretta ha frequentato la Scuola Libera di Nudo, tenutada Filippo Scroppo, all' Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. In seguito, dopo aver partecipato alle rassegne del Piemonte Artistico e Culturalre della Promotrice, e' stata invitata, da Paolo Levi, ad allestire nel 1979 una mostra alla Galleria Doria, e, negli anni 1980 e 1981, ha organizzato, su invito del commune, due personali nella Biblioteca Civica di Ospedaletti: «Di Anna Volpe Peretta il recensore deve notare la versatilita' dei temi e le variazioni per i singoli temi; inoltre uno slargo geografico nei paesaggi e, ancora, /' aspirazione alla percezione immediata pure nei ritratti, i nudi, i fiori, le nature morte. ..». E' questa "lettura" della sua opera da parte di Emesto Caballo, sicuramente il critico piu vicino all 'indagine espressiva dell ' artista, appare estremamente misurata e meditata. Le "lmmagini della Polonia e della Cecoslovacchia" al Circolo Ufficiali del Presidio di Torino; la mostra, organizzata ad Asti con il patrocinio del Cornune e della Provincia di Asti, "Immagini sulla Polonia", con la rappresentazione della Madonna di Czestochowa, donata a sua Santita' Giovanni Paolo II in occasione della visita Pastorale ad Asti; la rassegna "Immagini della Jugoslavia" al Circolo Ufficiali di Torino; la mostra "Sulle orme di Mose" realizzata nel '97 ad Asti, presentata da S.E. Card. Severino Poletto (allora vescovo di Asti),e poi nel '98 a Torino a Palazzo Chiablese, durante l'Ostensione della Sindone, pero', arricchita con quadri delle antiche citta del Libano e il volto, a carboncino, della Sacra Sindone, donato poi a sua Santita', costituiscono altrettanti momenti di un dipingere che ogni volta sacogliere gli aspetti piu profondi della realta' e del cammino dell' umanita. L' esodo sulle orme di Mose' - ha suggerito Don Giuseppe Marocco della Facolta' di Teologia di Torino - «e' rimasto nella coscienza d'Israele. ..La pittrice Anna Volpe e stata in quei luoghi e se ne e riempiti gli occhi e il cuore. Sul filo della narrazione biblica ha rivisto, con l'acutezza dell' artista che intuisce la profondita delle cose e ne guida l'espressione della pittura, la presenza di Dio che dialoga con Mose in quelle suggestive montagne ai granito, nella steppa del deserto. Ne e' uscita una serie armoniosa di 23 quadri, dalle Piramidi, all' Oreb, alle pietraie ed ai cespugli del deserto. ..». Nell'apertura dell'anno giubilare, con il patrocinio della Provinciadi Asti e un lungo lavoro nelle campagne astigiane, sono stati esposti i quadri dedicati alle chiese romaniche, presentate dall' arch. Don Alessandro Quaglia, e, nel novembre del 2000, su indicazione di S.E. mons Pier Giorgio Micchiardi sono stati presentati i ritratti di Santi Beati e Servi di Dio Torinesi, nella chiesa di S. Lorenzo. I quadri dedicati alle chiese romaniche e quelli dei santi, che con una serie di nuovi ritratti, sono il "corpus" di questa mostra ad Acqui. Attraverso la sequenza dei quadri, la pittrice ha unito arte e storia, cultura e religiosita', segno e raffigurazione, in una sorta di racconto per immagini che non perde mai di vista la qualita' intrinseca dei personaggi ripresi da fotografie, monumenti, documenti d' archivio. Un impegno, percio', che travalica la semplice definizione della figura per scandire nello spazio della tela San Maggiorino, primo Vescovo di Acqui nel IV secolo e, si dice, «che fosse uno dei sessantacinque sacerdoti inviati dal papa Silvestro ad evangelizzare il Nord Italia (323 d.C.»), o San Guido nato a Milazzo all'inizio del secondo millennio (1004) dai conti di Aquesana; Santa Maria Domenica Mazzarello, nata ne1 1837 a Mornese, in provincia di Alessandria, o San Giuseppe Marello, torinese. La Volpe Peretta ha "fissato", in ogni caso, lo sguardo intenso e vivace di San Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, l'immagine dei Beati Pier Giorgio Frassati e Francesco Faa di Bruno, la Serva di Dio Giulia Colbert Marchesa di Barolo e San Leonardo Murialdo. Una "scrittura", la sua, caratterizzata da una linea che imprime con forza i dati essenziali di una storia che appartiene al Piemonte, alIa sua gente, alle tradizioni popolari, e contemporaneamente stabilisce un vero e proprio rapporto fra gli elementi iconografici e l'energia del segno per trascrivere nello spazio del dipinto un sorriso, ripiegamento interiore, uno sguardo che avvolge e trasmette un clima di assoluta serenita', non senza creare un'immagine poetica immersa in un immanente silenzio.